Le funzioni della Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, organo periferico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), sono definite, sulla base del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (decreto Lgs n. 42 del 22 gennaio 2004), dall’articolo 36 del Regolamento di organizzazione (Decreto min. 29 agosto 2014, n. 171).

Sono suoi compiti istituzionali pertanto la tutela e la valorizzazione dei beni archivistici, conservati da soggetti pubblici o privati nel territorio assegnatole.

In particolare la Soprintendenza vigila sugli archivi, anche in formato digitale, degli enti pubblici territoriali e non territoriali e sugli archivi o sui singoli documenti di proprietà privata che, in base a una formale dichiarazione del soprintendente, rivestono “interesse storico particolarmente importante”, rivendica archivi e singoli documenti appartenenti allo Stato, fornisce assistenza agli enti soggetti alla sua tutela nella formazione dei piani di classificazione e di conservazione e nella progettazione e nella gestione dei sistemi di archiviazione dei documenti.

La Soprintendenza svolge inoltre attività di promozione della conoscenza e della fruizione del patrimonio archivistico presente sul territorio, in collaborazione con le due regioni di riferimento, con gli altri enti territoriali e con tutti i soggetti, pubblici e privati a ciò interessati, ed elabora piani di formazione per i responsabili dei sistemi di archiviazione e per i relativi addetti.

A seguito dell’intesa stipulata tra il Ministero e la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), la Soprintendenza Archivistica collabora alla tutela e alla salvaguardia degli archivi delle istituzioni ecclesiastiche.

 

In primo piano

Il patrimonio archivistico delle Comunità ebraiche italiane è, per antichità, continuità e ricchezza delle serie documentarie, fra i più cospicui conservati.

Nell’ultimo decennio le prospettive di ricerca sull’Inquisizione in Italia e sui temi connessi sono state profondamente mutate da un avvenimento archivistico senza precedenti: l’apertura degli archivi centrali del Sant’Ufficio e dell’Indice, conservati presso la Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano.

Il Sistema Informativo Unificato delle Soprintendenze Archivistiche (SIUSA), sviluppato dalla Direzione Generale per gli Archivi in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, descrive il patrimonio archivistico non statale, pubblico e privato, conservato al di fuori degli archivi di Stato italiani e sul quale si esercita l’attività di tutela dello Stato.
È possibile accedere direttamente alle descrizioni degli archivi conservati nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta, entrando nel “serbatoio” appositamente dedicato.
Accedi a SIUSA – Gli archivi del Piemonte e della Valle d’Aosta.